17 Gennaio 2019

Indicazioni del Dr. Fabio Scutellà sull’utilizzo di strumenti adeguati per migliorare il timing nella rilevazione dell’impronta definitiva in protesi

Ringraziamo il Dr.Fabio Scutellà, membro della Komet Academy, per il seguente articolo scientifico (qui sotto in galleria sono visibili tutte le foto):

Utilizzo di Strumenti adeguati per migliorare il timing nella rilevazione dell’impronta definitiva in protesi

La corretta selezione di strumenti appropriati ed idonei rappresenta in ambito odontoiatrico un momento fondamentale nel corso di qualunque terapia. Da questo dipende molto spesso il successo terapeutico evitando indesiderati fallimenti ma anche, fattore di non secondaria importanza, strumenti adeguati sono in grado di ridurre in modo significativo i tempi operativi.

Questo aspetto vale anche durante la preparazione dei denti, soprattutto in tutte quelle situazioni (la maggior parte!) in cui si prevede di eseguire una preparazione sotto-gengivale che richiede un livello di attenzione ed accuratezza estremamente elevato (Maynard JG Jr, Wilson RD: Physiologic dimensions of the periodontium significant to the restorative dentist. J Periodontol. 1979 Apr;50(4):170-4.) (Fig 1)

Partendo dal presupposto che al di sotto del margine gengivale libero si trova il supporto parodontale la cui integrità è il cardine fondamentale di qualunque restauro di successo, il modo e l’accuratezza con cui andremo ad invadere questo delicatissimo ecosistema con i nostri strumenti rotanti, genererà una serie di conseguenze da cui dipenderanno sia il successo del lavoro ma anche la rapidità con cui lo stesso lavoro verrà finalizzato (Scutellà F, Weinstein T, Zucchelli G, Testori T, Del Fabbro M. A Retrospective Periodontal Assessment of 137 Teeth After Featheredge Preparation and Gingittage. Int J Periodontics Restorative Dent. 2017 Nov/Dec;37(6):791-800)

Focus di questa breve comunicazione è proprio il modo in cui possiamo modificare la tempistica delle impronte definitive attraverso l’utilizzo di adeguati strumenti rotanti da preparazione. (Fig 2)

Per poter rilevare correttamente un’impronta definitiva, sia con materiali analogici che con scanner intraorali, pre-requisito fondamentale ed imprescindibile è l’assenza di sangue all’interno del solco gengivale quando si rimuove il provvisorio (Kois JC: The restorative-periodontal interface: biological parameters. Periodontol 2000. 1996 Jun;11:29-38.)

La presenza di sangue nel solco è sempre un’indicatore d’infiammazione tissutale le cui cause possono essere di varia origine. Nei casi meno gravi il fenomeno è di solito transitorio e può essere determinato da residui di cemento o da una scarsa igiene orale, mentre nei casi più gravi l’infiammazione, e di conseguenza il sanguinamento, saranno molto più importanti e persistenti.

Questa seconda possibilità si verifica tutte le volte che vi è stata una compromissione del supporto parodontale a causa di una preparazione molto aggressiva con contestuale ribasatura profonda del provvisorio (Tarnow D, Stahl SS, Magner A, Zamzok J. Human gingival attachment responses to subgingival crown placement. Marginal remodelling. J Clin Periodontol. 1986 Jul;13(6):563-9.) (Fig 3-6)  Questa evenienza, che risulta essere più frequente di quanto non si immagini, rende impossibile la rilevazione di un’impronta precisa e leggibile su cui realizzare un manufatto protesico adeguato. Per questo motivo prima di rilevare l’impronta sarà necessario il ripristino dei corretti rapporti tra le varie strutture parodontali compromesse (Smukler H, Chaibi M. Periodontal and dental considerations in clinical crown extension: A rational basis for treatment. Int J Periodontics Restorative Dent 1997; 17:464–477) con un notevole allungamento dei tempi di finalizzazione protesica fino ad un massimo di 12 mesi (Pontoriero R, Carnevale G.: Surgical crown lengthening: a 12 month clinical wound healing. J Perio 2001; 72(7):841-848).

Viceversa una preparazione intrasulculare adeguatamente eseguita grazie all’utilizzo di strumenti rotanti appositamente disegnati (Fig 2) ed in grado di darci costantemente un feedback visivo sulla profondità cui stiamo lavorando, faciliterà in maniera significativa la possibilità di rispettare il supporto parodontale (Fig 7-8) In tal modo la guarigione dell’epitelio sulculare leggermente toccato duramente le fasi di preparazione avverrà nell’arco di un tempo brevissimo  (Sculean, A., Gruber, R., & Bosshardt, D. D. (2014). Soft tissue wound healing around teeth and dental implants. Journal of Clinical Periodontology, 41, S6–S22) rendendo cosi estremamente semplice la rilevazione dell’impronta definitiva (Fig 9-13) in tempi molto rapidi (7-15 giorni). Molto spesso, data la predicibilità del risultato, è addirittura possibile rilevare l’impronta il giorno stesso della preparazione (Fig 14-15) con ottimi risultati nel medio e lungo periodo per quanto riguarda la stabilità dei tessuti peri-coronali. (Scutellà F, Weinstein T, Taschieri S: Periodontal assessment of prosthetically treated teeth with feather edge preparation and zirconia restorations: a prospective two-center evaluation. In manuscript).

Qui sotto è possibile scaricare il PDF delle schede tecniche delle punte 6862D e 6863D, diamantate a fiamma con marcature laser di profondità.

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