Campionario Diamantate Laboratorio

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L’utilizzo di materiali ad alta valenza estetica si sta imponendo sempre di più nel mercato dentale.

La richiesta dei pazienti di ottenere restauri protesici in materiali dello stesso colore degli elementi dentali naturali fa recedere a livello statistico le soluzioni metallo-ceramiche a favore di soluzioni in ceramica integrale o metal-free.
Nel campo dei materiali metal-free l’offerta è in continua ed incessante evoluzione, nel senso che alle ceramiche feldspatiche tradizionali si sono aggiunti la zirconia e il disilicato di litio, ma nello stesso tempo stanno nascendo nuovi materiali ibridi, in grado di ovviare ad alcuni difetti dei materiali di partenza.
La zirconia (biossido di zirconio) è un materiale tenace e resistente, impiegato soprattutto nei settori posteriori, perché in grado di resistere meglio al carico occlusale, tanto è vero che si è andato affermando il suo utilizzo monolitico, anche per ponti a più elementi.
Rispetto alle vetroceramiche risulta opaca, ragion per cui l’industria ha iniziato a produrre zirconia infiltrata con particolari cristalli per aumentarne la translucenza.

Il disilicato di litio è una vetroceramica rinforzata con sali di litio, con buona opalescenza e translucenza. Rappresenta un’ottima soluzione estetica per il settore frontale, un po’ meno per il settore posteriore, ragion per cui l’industria ha iniziato a produrre silicati rinforzati con zirconia, per aumentarne la resistenza ai carichi.

L’enorme diffusione dei materiali metal-free e la loro incessante evoluzione condiziona le scelte strumentali del laboratorio odontotecnico, che si trova ad affrontare materiali decisamente tenaci e con durezza elevata, nel caso della zirconia superiore a 1000 gradi Vickers.

In questi casi, su materiali molto duri e tenaci, il consiglio è preferire agli strumenti a lame una lavorazione con strumenti abrasivi a grani di diamante. Il diamante è il materiale più duro esistente in natura (circa 8400 gradi Vickers) ed è in grado di abradere agevolmente il più duro dei materiali di restauro protesico, come appunto la zirconia o il disilicato di litio.

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    La zirconia, pur essendo un materiale molto duro e resistente, è estremamente sensibile ad una lavorazione con strumenti troppo aggressivi; questi ultimi potrebbero produrre scintille e/o microcrepe durante l’asportazione, compromettendo la qualità finale del manufatto.
    Per questo motivo sono stati sviluppati degli strumenti specifici per la zirconiale diamantate galvaniche della serie ZR, la cui caratteristica peculiare sta nella scelta di una forma particolare del grano di diamante, più regolare e meglio distribuito rispetto alle diamantate classiche tradizionali.

    Le diamantate della serie ZR sono in versione FG, devono essere utilizzate su turbina da laboratorio ad alto numero di giri, a bassa pressione operativa e con abbondante raffreddamento, in modo da evitare il più possibile i problemi descritti più sopra (scintille e/o microcrepe durante l’asportazione).

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    La zirconia, pur essendo un materiale molto duro e resistente, è estremamente sensibile ad una lavorazione con strumenti troppo aggressivi; questi ultimi potrebbero produrre scintille e/o microcrepe durante l’asportazione, compromettendo la qualità finale del manufatto.
    Per questo motivo sono stati sviluppati degli strumenti specifici per la zirconiale diamantate galvaniche della serie ZR, la cui caratteristica peculiare sta nella scelta di una forma particolare del grano di diamante, più regolare e meglio distribuito rispetto alle diamantate classiche tradizionali.

    Le diamantate della serie ZR sono in versione FG, devono essere utilizzate su turbina da laboratorio ad alto numero di giri, a bassa pressione operativa e con abbondante raffreddamento, in modo da evitare il più possibile i problemi descritti più sopra (scintille e/o microcrepe durante l’asportazione).

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    Per la lavorazione della zirconia e del disilicato di litio gran parte degli odontotecnici sembra preferire strumenti abrasivi – per così dire – più morbidi e controllabili rispetto alle diamantate a legante galvanico duro.
    Si tratta di abrasivi a legante ceramico DCB (abbreviazione per: Diamond in Ceramic Bondper manipolo diritto, l’azionamento di gran lunga più diffuso in tutti i laboratori, facilmente regolabile per quanto riguarda il numero di giri e che consente una lavorazione con ottima visibilità e maneggevolezza.
    Gli abrasivi a legante ceramico sono costruiti partendo da una mescola di grani di diamante con una polvere ceramica finemente dispersa. La cottura in forno dei pezzi grezzi a circa 1000 gradi porta alla fusione le particelle ceramiche che, raffreddandosi lentamente, inglobano e trattengono le particelle abrasive.

    A differenza del legante galvanico, che permette la realizzazione di un unico strato superficiale di grani diamantati, gli abrasivi a legante ceramico sono – per così dire – a consumo, cioè possono essere utilizzati fino all’esaurirsi della loro parte operativa. In questo senso i DCB producono un’abrasione costante e continuativa dall’inizio fino alla fine.
    Mano a mano che le particelle abrasive si consumano e si staccano dal legante ceramico, vengono alla ribalta grani abrasivi sempre nuovi; una tale costanza di abrasione comunica all’operatore una sensazione tattile di estrema tranquillità operativa.

    Il fenomeno di un eventuale surriscaldamento risulta più controllato con gli abrasivi DCB, in quanto forti pressioni operative comportano il rilascio anticipato dei grani abrasivi che – a sua volta – ritarda lo sviluppo di calore. Bagnare ogni tanto il manufatto con acqua è comunque un’ottima abitudine.
    In ogni caso è sempre consigliato lavorare con pressione di contatto leggera (max. 2 N) e con numero di giri di circa 12.000 al minuto.  Tale velocità è facilmente impostabile sui manipoli diritti da laboratorio.

    Gli abrasivi DCB si utilizzano soprattutto per le ceramiche ad alte prestazioni, cioè la zirconia e il disilicato di litio, ma possono essere impiegati anche su leghe metalliche vili, a motivo della loro lunga durata utile. In caso di utilizzo misto metallo e ceramica, occorre pulire bene la parte operativa con la lastra diamantata 9750 prima di lavorare su materiali estetici.

    Il mondo degli abrasivi diamantati a legante ceramico permette le più svariate combinazioni non solo di granulometria, ma anche di durezza del legante ceramico. In base alla cottura più o meno prolungata della componente ceramica si possono avere strutture più compatte (legante più duro) o più porose (legante più morbido) dello strumento abrasivo.
    Solo un know how di decenni consente di produrre abrasivi con una durezza del legante veramente utile per il lavoro quotidiano sulla zirconia e il disilicato di litio, in grado di coniugare efficienza e durata.
    Un legante troppo duro significherebbe scarsa efficacia abrasiva, mentre un legante troppo morbido comporterebbe una durata d’esercizio molto limitata.

    Per un’asportazione controllata e il rilascio di una superficie liscia, buona base di partenza per la successiva fase di lucidatura con i gommini, si sono rivelati indispensabili strumenti DCB in grana media MA (colore verde) e grossa CA (colore giallo).

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