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Dr Luca Giovinazzo (1)

Tecnica di levigatura radicolare con fresa in CT, video con caso del Dr. Luca Giovinazzo

La levigatura radicolare su denti parodontopatici mira a rimuovere lo strato di cemento radicolare invaso dalle tossine e a produrre una superficie radicolare pulita e levigata, in grado di favorire il riattacco e annullare o perlomeno contrastare la perdita di attacco gengivale.

Per la levigatura radicolare si possono impiegare: strumenti manuali, strumenti rotanti abrasivi e a lame e strumenti oscillanti di tipo sonico e ultrasonico.

Un tipo di strumentazione non esclude l’altro; l’operatore deve conoscere le peculiarità di ciascuna metodologia per trattare il caso clinico concreto in modo ottimale. Se necessario, deve poter ricorrere a tutti i tipi di strumentazione sullo stesso paziente e valutare se eseguire la levigatura radicolare con o senza lembo parodontale.

La strumentazione manuale con le curettes periodontali è una soluzione abbastanza operatore-dipendente, soprattutto perché richiede tempo, un certo sforzo fisico e inoltre presuppone di  lavorare con curettes correttamente affilate. La strumentazione manuale è indicata soprattutto nella fase finale di controllo, dopo l’utilizzo di punte soniche e ultrasoniche.

La strumentazione con le punte soniche e ultrasoniche dà ottimi risultati in tempi operativi relativamente brevi e senza sforzo per l’operatore.  Sempre più operatori utilizzano la versione sonica per detartrasi e levigatura parodontale, in quanto più confortevole per i pazienti e in grado di operare agevolmente in qualsiasi porzione delle arcate dal momento che le punte soniche sono in grado di lavorare a 360°. Rimandiamo ad un paio di articoli già pubblicati su questo tipo di strumenti:

SF10 e SF11 punte soniche per trattamenti parodontali sicuri e delicati

Trattamento “Perio build up” con punte soniche SF979 per curare la parodontite

La strumentazione con strumenti rotanti diamantati parodontali a granulometrie decrescenti, come la strumentazione in carburo di tungsteno, ha il vantaggio della rapidità di esecuzione e del buon livello di pulizia ottenibile.

Rimandiamo ad un articolo già pubblicato sull’uso delle diamantate:

Uso delle diamantate a granulometria fine per la rimozione del tartaro subgengivale: i riscontri di uno studio

Infine esistono strumenti rotanti in carburo di tungsteno multilame che aggiungono il vantaggio di lasciare una superficie molto levigata.  

Il Dr. Luca Giovinazzo ha pubblicato su YouTube un suo video che illustra l’impiego della fresa in carburo di tungsteno multilame H390 316 016 a gambo FG extra lungo L 25 mm  (ISO 316) su paziente parodontopatico. Le immagini mostrano che l’accumulo di placca viene rimosso in condizioni di ottima controllabilità e soprattutto conseguendo una superficie non solo pulita, ma decisamente liscia, condizione indispensabile per favorire il riattacco epiteliale ed evitare la ri-adesione della placca.  Ringraziamo il Dr. Luca Giovinazzo per la sua professionalità e per aver divulgato pubblicamente la sua innovativa ed efficace tecnica di trattamento parodontale.

Qui sotto è possibile scaricare il PDF della tabella di gamma degli strumenti Komet in carburo di tungsteno.

  • Caso clinico del Dr Luca Giovinazzo

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